È alquanto difficile stabilire con precisione da dove derivi il nome di questo salume. Potrebbe derivare dall’espressione “sala come brisa”, per l’uso che un tempo si faceva del sale nella conservazione e per il fatto che in Valchiavenna “brisa” indicava una ghiandola dei bovini fortemente salata. Ma c’è chi riconduce l’origine di questo nome al termine “brasa” (in dialetto significa brace) poiché un tempo l’asciugamento del prodotto avveniva in locali riscaldati da bracieri alimentati con carbone di legna di abete e bacche di ginepro, timo e foglie di alloro. Da “brisaola” il nome è poi mutato con gli anni in “bresaola”.
Quello che sappiamo con certezza è che questo salume è originario della Valtellina, una valle alpina situata nella regione Lombardia. La sua storia risale a diversi secoli fa, quando gli abitanti della zona iniziarono a produrre questo salume per conservare la carne in modo da poterla consumare anche durante i mesi invernali.
La produzione della bresaola richiede carne magra di manzo, che viene tagliata in modo specifico, massaggiata con una miscela di sale, pepe e spezie, e poi lasciata a stagionare per diverse settimane. Durante questo processo, la carne si addensa e si asciuga, diventando morbida e saporita.
La bresaola ha avuto un’importanza storica e culturale per la Valtellina, tanto che nel 1996 è stata riconosciuta dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali come prodotto agroalimentare tradizionale italiano (PAT).
Oggi, la bresaola è uno dei salumi più apprezzati e consumati in Italia e in molti altri paesi del mondo. È spesso servita come antipasto o come ingrediente per insalate e piatti freddi, ed è apprezzata per il suo sapore delicato e la sua leggerezza. Grazie alle sue proprietà nutrizionali, infatti, la bresaola è considerata un alimento salutare e adatto ad una dieta equilibrata.
| Valori nutrizionali medi per | 100 g |
|---|---|
| Energia | 161 Kcal 680 KJ |
| Proteine | 35 |
| Grassi | 1,9 (0,7 saturi) |
| Sale | 3,3 |
